Giustizia e Libertà, movimento rivoluzionario antifascista.

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Questa è la ricevuta e buono di restituzione per il finanziamento del movimento Giustizia e Libertà durante il periodo clandestino. Interessante l’appassionato appello contenuto sul retro del buono. Il possesso di questo documento veniva considerato dai fascisti come prova e giustificazione per la fucilazione immediata del possessore. (Grazie a Renzo Tonolo)

Felice Porro, uno della Banda Tom

Felice Porro, a destra in basso

Dopo la pubblicazione dell’articolo http://anpimirano.it/2013/i-tredici-della-banda-tom abbiamo ricevuto questa testimonianza dal nipote di uno dei partigiani della Banda Tom scampati al rastrellamento:

Dai pochissimi racconti del nonno (è sempre stato molto difficile farlo parlare della guerra) che ora è un arzillo 88enne ma con qualche problema di memoria, lui si unì alla Banda Tom nel 1944. Qualche mese dopo il papà lo mandò a chiamare perché la mamma stava male e lui lasciò momentaneamente la banda che poi sarebbe stata catturata di lì a qualche mese. Purtroppo non conosco le date con precisione e anche quando la memoria non gli difettava faticava a inquadrare cronologicamente i vari periodi. Ho più volte cercato informazioni perché sono sempre andato orgogliosissimo del nonno e del suo contributo alla guerra partigiana (lui stesso mi ha cresciuto nel sacro rispetto dei principi e dei valori della Resistenza e dell’antifascismo) ma purtroppo si trovano solo sporadici riferimenti negli archivi riguardo alla sua militanza nelle file di Giustizia e Libertà negli ultimi mesi che hanno preceduto la Liberazione.
Le allego una foto in cui è ritratto insieme ad alcuni compagni d’arme (ma non so se si riferisca al periodo della Banda Tom) lui è quello accovacciato a destra nella foto.
Cordiali Saluti.
Alessandro Porro