Oggi e sempre Resistenza

 

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“No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere, pensate che tutto è successo  perchè non ne avete voluto più sapere” (Giacomo Ulivi, studente, 19 anni, fucilato dai fascisti)

Dice così la targa del monumento in piazza Martiri, centro della cittadina di Mirano. La piazza, il cimitero, Villa Errera, la vecchia casa del Fascio… di luoghi che parlano di memoria ce ne sono, e non sono pochi. Per questo piccolo comune della provincia di Venezia la memoria di quegli anni rimane una questione importante. Oggi in particolare, 1 novembre 2014, ANPI e cittadinanza si sono riuniti per commemorare dopo 70 anni la fucilazione di uno dei partigiani del miranese, il primo di questa citta a essere ucciso.
Doveva essere una mattina simile a questa, quando le Brigate Nere portarono al cimitero Oreste Licori, anni 23, comandante della Brigata “Volga”: lo ricorda bene Renzo Tonolo, vice-presidente della sezione ANPI e testimone diretto di quei giorni.
“Lo ammirai quando l’ho visto passare avanti a me, a testa alta e con passo deciso, in mezzo agli scherani, per andare verso l’esito violento della propria breve esistenza, con grande dignità.
Lo ammirai quando seppi che non ha voluto subire passivo la programmata cerimonia fascista della sua fucilazione, ha scelto lui il posto dove dovevano ucciderlo: non avanti il muro ma qui, sulla strada. Fu questo il suo ultimo atto di rifiuto alla sottomissione. Lo ammirarono i suoi carnefici che espressero profondo rispetto per il coraggio con cui affrontò il plotone, urlando prima della fine la propria fede”.
Ancora viene ricordato infatti come mori quel ragazzo, con il pugno alzato e l’ultimo grido “Viva Stalin!”, riaffermando il sogno e l’ideale che l’avevano spinto a scegliere la lotta, a sacrificare infine anche la propria vita. Quelle furono le sue ultime parole, estremo schiaffo contro i suoi assassini, con il nome di Stalin visto come simbolo di libertà (oggi molti storcono il naso a tale affermazione, ma è da contestualizzare e capire secondo i tempi e la situazione).
Oreste è stato il primo, ma non certo l’ultimo. L’undici dicembre ogni anno il comune celebra la sua personale giornata della memoria, ricordando in particolare quei sei ragazzi che torturati e fucilati vennero esposti agli angoli della piazza durante la mattina di mercato.
Proprio a quel ragazzo di 23 anni è stato dedicato l’intervento di apertura all’incontro con Gaetano Alessi, la sera del 30 ottobre. In questa occasione è sembrato legittimo ricordare quei fatti, ricordare la Resistenza di allora per tracciare un invisibile filo che conduce al nostro presente. Gaetano si occupa da anni di giornalismo, antimafia e antifascismo. Di questo abbiamo parlato, lasciando che ci raccontasse una storia di resistenza a noi contemporanea, quella di un piccolo paesino della Sicilia caduto nelle mani della mafia. Ancora oggi esistono persone che rischiano ogni giorno la propria esistenza per un ideale, per un semplice desiderio di combattere quello che non va nella nostra società. Gaetano, come molti altri che si sono messi in prima linea nella lotta contro il sistema delle mafie, è stato piu volte minacciato. Ancora oggi il suo lavoro si dimostra difficile e incerto, ma non per questo smetterà mai di scrivere. Il suo ultimo libro parla della grande amicizia con Vittoria Giunti, donna che ha lasciato al nostro paese una piccola grande eredità con la sua vita trascorsa all’insegna della lotta in tutte le sue forme. La sua è un’altra storia di Resistenza, a partire dal suo ruolo di partigiana fino all’elezione come primo sindaco donna della Sicilia.
Tutte queste storie si legano tra di loro, forti di una costante comune, in tempi di pace come in quelli di guerra. Rimangono certo solo parole, solo storie e ricordi che un giorno potrebbero svanire. Ma agli studenti, ai giovani di oggi, serve ora più che mai il ricordo di queste figure. Serve sentirne le parole, serve capirle e ricordare che sono esistite, che certe cose sono accadute e ancora continuano ad accadere. Serve per combattere l’indifferenza che aleggia sopra la nostra generazione e che potrebbe diventare la peggiore rovina per la nostra società.

Alice Solari, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Mirano (da “Il Mancino” )

Omaggio a Oreste Licori

Oreste Licori

Un ricordo di Oreste Licori  di Renzo Tonolo, vice presidente Anpi  sez. “Martiri di Mirano”:

Oreste Licori

Un giovane partigiano di 23 anni che ha affrontato la morte con grande coraggio e dignità, senza mai subire esitazione alcuna nei confronti della propria utopia.

Oreste Licori era un partigiano comunista,  venne fucilato dalle famigerate brigate nere il primo novembre del 1944

Lo ho ammirato!

Lo ammirai quando l’ho visto passare avanti a me, a testa alta e con passo deciso, in mezzo agli scherani, per andare verso l’esito violento della propria breve esistenza, con grande dignità.

Lo ammirai quando seppi che non ha voluto subire passivo la programmata cerimonia fascista della sua fucilazione: ha scelto lui il posto dove dovevano ucciderlo:  non avanti il muro ma qui, sulla strada.

Fu questo il suo ultimo atto di rifiuto alla sottomissione!

Lo ammirarono i suoi carnefici che espressero profondo rispetto per il coraggio con cui affrontò il plotone, urlando prima della fine la propria fede.

Renzo Tonolo

Le foto della commemorazione del 1 novembre 2013

1 novembre: commemorazione di Oreste Licori

Oreste Licori, partigiano di 23 anni, fucilato dai fascisti a Mirano il primo novembre 1944.
Venerdì 1 novembre 2013 ricorderemo la figura di questo martire caduto per la Libertà del nostro Paese: alle ore 10.30 partenza del corteo da Mirano in piazza Martiri per giungere nei pressi del cimitero e rendere omaggio a Oreste Licori nel luogo del suo barbaro assassinio.

Alle ore 20.45, sala conferenze di villa Errera, proiezione del film: ACHTUNG! BANDITI! di Carlo Lizzani

Un ricordo di Carlo Lizzani        La scheda del film Achtung! Banditi!

Da “Luoghi della Resistenza nel veneziano”: Oreste Licori, comandante della Brigata “Volga”, fu il primo tra i partigiani a essere ucciso a Mirano. Il giovane era tornato a casa a salutare i famigliari e su insistenza della madre si era fermato a dormire. Le brigate nere, avvertite da una informatrice abituale, Gioconda Pellizzon, lo catturano e dopo un breve interrogatorio decisero per la fucilazione. Il plotone si dispose nel cortile di una casa colonica nelle vicinanze del cimitero. Non si sa se la scelta sia da interpretarsi come la volontà di terrorizzare ancora di più la popolazione, irrompendo in uno spazio privato, o se si fossero affrettati all’ultimo momento, fermandosi a pochi metri dal cimitero, per paura di un intervento dei compagni di Oreste, che la voce popolare dava per certo. Dietro il condannato si formò un piccolo corteo, donne, ragazzi, qualche persona anziana. Sergio Savoia aveva dodici anni e di quello che ha potuto vedere gli è rimasta un’immagine ancora oggi molto nitida:

Oreste era in mezzo a queste brigate nere, facendo questa strada pensavo “va a farsi ammazzare, non ha da scappare?”. Dopo lo portarono su questo campo e eravamo tre o quattro persone. Però ci hanno tenuto distanti, ci fermarono prima, passarono dalla parte di là e gli hanno sparato. Mi sembra abbia detto “viva Stalin”, ha alzato il pugno chiuso e ha detto “viva Stalin” e gli hanno sparato. Era senza benda. Dopo che gli hanno sparato sono andati via tutti. Io insieme a un signore anziano gli siamo andati vicini e questo signore gli alzò la maglia. Sotto non aveva niente e gli si vedevano tutti i fori delle pallottole. Mi faceva una cosa strana perchè non si vedeva il sangue, si vedevano solo i fori di entrata.

1 novembre 1944 – Oreste Licori

Giovedì 1 novembre 2012 alle ore 15.00 a Mirano presso la Barchessa di villa Giustinian Morosini “XXV aprile”, sede della mostra fotografica “Il grande silenzio”, proietteremo il film “Roma città aperta”, regia di Roberto Rossellini.
Dopo la proiezione ci recheremo nei pressi del cimitero di Mirano per rendere omaggio a Oreste Licori nel luogo del suo barbaro assassinio.

Questa è la testimonianza di Anna Maria Licori, sorella di Oreste, da un’intervista di M.L.Granzotto e B. Tonolo pubblicata in “Materiale resistente” a cura dell’ISVER di Venezia: https://docs.google.com/open?id=0B2Fig3cDXuVMTW5hQVlYd0xnNUE