L’arte della guerra                https://www.youtube.com/watch?v=y6Jzl11wlss

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Niscemi sicilia tratto da Ass. clulturale La torre

No alla  «riforma»  bellicista  Manlio Dinucci

La maggioranza degli italiani, sfidando i poteri forti schierati con Renzi, ha sventato il suo piano di riforma anticostituzionale. Ma perché ciò possa aprire una nuova via al paese, occorre un altro fondamentale No: quello alla «riforma»  bellicista che ha scardinato l’Articolo 11, uno dei pilastri basilari della nostra Costituzione.
Le scelte economiche e politiche interne, tipo quelle del governo Renzi bocciate dalla maggioranza degli italiani, sono infatti indissolubilmente legate a quelle di politica estera e militare. Le une sono funzionali alle altre. Quando giustamente ci si propone di aumentare la spesa sociale, non si può ignorare che l’Italia brucia nella spesa militare 55 milioni di euro al giorno (cifra fornita dalla Nato, in realtà più alta). Quando giustamente si chiede che i cittadini abbiano voce nella politica interna, non si può ignorare che essi non hanno alcuna voce nella politica estera, che continua ad essere orientata verso la guerra.
Mentre era in corso la campagna referendaria, è passato sotto quasi totale silenzio l’annuncio fatto agli inizi di novembre dall’ammiraglio Backer della U.S. Navy: «La stazione terrestre del Muos a Niscemi, che copre gran parte dell’Europa e dell’Africa, è operativa».
Realizzata dalla General Dymanics – gigante Usa dell’industria bellica, con fatturato annuo di 30 miliardi di dollari – quella di Niscemi è una delle quattro stazioni terrestri Muos (le altre sono in Virginia, nelle Hawaii e in Australia). Tramite i satelliti della Lockheed Martin – altro gigante Usa dell’industria bellica con 45 miliardi di fatturato – il Muos collega alla rete di comando del Pentagono sottomarini e navi da guerra, cacciabombardieri e droni, veicoli militari e reparti terrestri in movimento, in qualsiasi parte del mondo si trovino.
L’entrata in operatività della stazione Muos di Niscemi potenzia la funzione dell’Italia quale trampolino di lancio delle operazioni militari Usa/Nato verso Sud e verso Est, nel momento in cui gli Usa si preparano a installare sul nostro territorio le nuove bombe nucleari B61-12.
Passato sotto quasi totale silenzio, durante la campagna referendaria, anche il «piano per la difesa europea» presentato da Federica Mogherini: esso prevede l’impiego di gruppi di battaglia, dispiegabili entro dieci giorni fino a 6 mila km dall’Europa.
Il maggiore, di cui l’Italia è «nazione guida», ha effettuato, nella seconda metà di novembre, l’esercitazione «European Wind 2016» in provincia di Udine. Vi hanno partecipato 1500 soldati di Italia, Austria, Croazia, Slovenia e Ungheria, con un centinaio di mezzi blindati e molti elicotteri. Il gruppo di battaglia a guida italiana, di cui è stata certificata la piena capacità operativa, è pronto ad essere dispiegato già da gennaio in «aree di crisi» soprattutto nell’Europa orientale.
A scanso di equivoci con Washington, la Mogherini ha precisato che ciò «non significa creare un esercito europeo, ma avere più cooperazione per una difesa più efficace in piena complementarietà con la Nato», in altre parole che la Ue vuole accrescere la sua forza militare restando sotto comando Usa nella Nato (di cui sono membri 22 dei 28 paesi dell’Unione).
Intanto, il segretario generale della Nato Stoltenberg  ringrazia il neo-eletto presidente Trump per «aver sollevato la questione della spesa per la difesa», precisando che «nonostante i progressi compiuti nella ripartizione del carico, c’è ancora molto da fare». In altre parole, i paesi europei della Nato dovranno addossarsi una spesa militare molto maggiore.
I 55 milioni di euro, che paghiamo ogni giorno per il militare, presto aumenteranno. Ma su questo non c’è referendum.   (il manifesto, 6 dicembre 2016)

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http://www.anpi.it/  (((——   chiusura campagna referendaria del Pres. Carlo Smuraglia Anpi nazionale

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da che parte sta la ragione ? dalla parte della classe operaia

Curzio Maltese: ‘Riforma fa parte di un disegno che attacca le Costituzioni antifasciste’

L’eurodeputato Curzio Maltese spiega le ragioni del No al referendum del 4 dicembre ed esprime un parere sulle elezioni USA e sulla sinistra in Italia    tratto dahttp://it.blastingnews.com/politica/2016/11/curzio-maltese-riforma-fa-parte-di-un-disegno-che-attacca-le-costituzioni-antifasciste-001256103.html

Curzio Maltese, eurodeputato

 

In occasione dell’iniziativa La decostituzionalizzazione in atto nei paesi d’Europa promossa a Roma questa domenica 13 novembre da MicroMega e dal gruppo europarlamentare GUE-NGL, Blasting News ha intervistato in esclusiva Curzio Maltese, noto giornalista ed eurodeputato de L’Altra Europa con Tsipras. Ecco che cosa ci ha detto.

‘La Riforma costituzionale fa parte di un disegno generale europeo di attacco alle Costituzioni antifasciste’

Quali sono a suo avviso i rischi più grandi in caso di vittoria del Sì al #referendum?

“Ci sarà una grande concentrazione di potere nelle mani dell’Esecutivo e viene stravolta una grande Costituzione, ma d’altronde questo è l’obiettivo. Bisogna allargare lo sguardo dall’Italia perché c’è un attacco alle Costituzioni antifasciste in tutto il sud Europa, ci cui qualcuno vuol fare una specie di colonia con meno diritti democratici rispetto al nord Europa. Questa Riforma fa parte di un disegno più generale che si inserisce in questo quadro. Nel mirino di JP Morgan e di altre agenzie di rating intervenute pesantemente nella questione referendaria, come dimostrano anche vari documenti, c’è l’obiettivo di stravolgere le Costituzioni nate dopo il fascismo in Italia, Grecia, Portogallo… Su questo bisogna riflettere perché rischiamo di consegnare la democrazia a piccoli gruppi di potere.”

Quali ricadute può avere il recente voto presidenziale americano sul referendum italiano?

“Io ero uno dei pochi che si aspettava la vittoria di Trump da mesi. Non capisco come i miei colleghi giornalisti si stupiscano del fatto che la gente sta male, negli ultimi venti anni abbiamo assistito alla più poderosa distribuzione di ricchezza verso l’altro nella storia del capitalismo e quindi non c’è sorpresa nel fatto che la gente si ribelli all’establishment. La Clinton incarnava Wall Street di fatto. Trump ovviamente non è una soluzione, anzi è peggio. Ma che ci sia una rivolta è normale. Anche in Europa socialisti e conservatori fanno le stesse politiche di austerità e come vedo personalmente al Parlamento europeo essi votano ogni giorno assieme. E’ questa mancanza di alternativa e di qualcuno che difenda i più deboli che crea l’alternativa. E’ loro la responsabilità. Sono convinto che Sanders avrebbe vinto perché rappresenta l’alternativa, mentre Clinton rappresentava la continuità. Anche #Renzi è la continuità, ha rottamato un gruppo dirigente per prendere il loro posto, non ha rottamato le politiche: toglie diritti ai lavoratori, rilancia opere inutili, riforma la #Costituzione italiana come aveva provato a fare la destra. In cosa rappresenta una rottura rispetto al passato? Nel fatto che comanda lui anziché Prodi, D’Alema o Berlusconi, beh non è un grande vantaggio per gli italiani.”

Quali possibilità vede per la sinistra in Italia nel prossimo futuro?

“La sinistra in Italia è in mano a ceti di potere, tutta la sinistra: quella più radicale e quella moderata. Bisognerebbe capire un po’ meglio il fenomeno del Movimento 5 Stelle, che ha riportato tanti cittadini normali non professionisti a occuparsi di politica, rispetto invece a ceti politici. Su quella strada lì, la sinistra potrebbe andare. E poi la sinistra deve tornare a fare il proprio mestiere: aiutare e difendere i più deboli, non si possono fare politiche applaudite da Confindustria e sperare di avere grandi consensi popolari. Difendere i deboli è il ruolo storico della sinistra e oggi invece lo sta facendo il Papa.”

Infine parlando dal palco durante l’assemblea plenaria Curzio Maltese si è lasciato andare a una previsione sull’esito referendum costituzionale del 4 dicembre, affermando: “Sono piuttosto fiducioso sulla possibile vittoria del No, perché credo che i cittadini voteranno contro l’arroganza e contro i gruppi di potere che governano questo paese”.

Sabato  12 Novembre mirano  2016  volantino-12-novembre

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