UNA POLITICA PER L’UOMO, UNA PSICOLOGIA PER LA POLITICA

    27  aprile 1937                                                                                   http://www.raistoria.rai.it/articoli/muore-antonio-gramsci/12863/default.aspx

mirano venerdì 28 aprile 2017

villa errera sala conferenze ore 20.45

a 80 anni dalla morte di  A.Gramsci

VITA E PENSIERI

ne parliamo con F.ROCCHETTI        ISTITUTO GRAMSCI MARCHE

 

Presentazione libro di David Conti “gli uomini di mussolini “


Sabato 22 aprile 2017 ore 17.30 a Mirano, sala conferenze villa Errera,

Davide Conti presenta il libro: Gli uomini di Mussolini, prefetti, questori e criminali di guerra dal fascismo alla Repubblica Italiana.

     Molti fra i più alti vertici militari della Forze Armate italiana avrebbero dovuto rispondere di crimini di guerra. Nessuno venne mai processato in Italia e all’estero.
Davide Conti ricostruisce, con documenti originali, vicende personali, profili militari, provvedimenti di grazia e nuove carriere nell’Italia democratica di alcuni dei principali funzionari del regime fascista.

sosteniamo il sindaco di Hiroshima : “distruggiamo le armi nucleari entro il 2o2o”

foto telecaprinews

Risultati immagini per mattarella putin MOSCA incontro Mattarella   Putin

5. Il dialogo come prospettiva politica (tratto da “dialegesthai di Daniele Silvestri )

L’ampliamento delle prospettive di ciascun gruppo culturale legato alla disponibilità di mezzi di comunicazione rapidi e ramificati, i contatti diretti fra persone che appartengono a popoli diversi, contatto non più riservato alla ristretta categoria dei «nomadi» e degli «avventurieri» ritrovabile in ogni società ma che oggi è concreto per tutti, apre uno scenario dai chiaroscuri molto accentuati: possibilità inusitate di una nuova sintesi culturale per chi si avventura sul terreno della convivenza fra le differenti culture e pericoli pesantissimi di conflitti, di «scontri di civiltà», per chi è attento a difendere i radicamenti identitari di ciascun gruppo.

Mai come oggi il dialogo è necessario e difficile al tempo stesso perché, anche se questo ultimamente viene meno portato all’attenzione dell’opinione pubblica, la possibilità tecnica di una distruzione totale del pianeta non è cessata con la fine della guerra fredda e i conflitti a base identitaria (identità etnica, culturale, religiosa) sono anche più feroci, come le guerre dagli anni ’90 in poi ci hanno fatto chiaramente vedere, di quelli a base ideologica a cui il XX secolo ci aveva abituato.

È per questo che la riflessione sul dialogo, lungi dall’essere una questione accademica, assume oggi un’urgenza dai profondi significati politici.

 SINTESI INCONTRO MATARELLA   PUTIN      link >>         https://www.avvenire.it/attualita/pagine/mattarella-a-mosca-

       intervento Mattarella  https://www.youtube.com/watch?v=JyZEDcEYmuk

pikadon :2 minuti e mezzo all’ora del giudizio…ieri , oggi poco meno di 1 minuto

Risultati immagini per bomba atomica hiroshimaCOMUNICATO DEL COMITATO NO GUERRA NO NATO SULL’ATTACCO USA ALLA SIRIA Due navi da guerra statunitensi, la USS Porter e la USS Ross della Sesta Flotta di stanza a Napoli, hanno attaccato la base siriana di Shayrat con 59 missili da crociera Tomahawk.     L’attacco, ordinato dal presidente Trump, è stato eseguito dal Comando delle forze navali Usa in Europa, agli ordini dell’ammiraglia Michelle Howard, che allo stesso tempo comanda la Forza congiunta della Nato con quartier generale a Lago Patria (Napoli). L’operazione bellica è stata appoggiata dalla base aeronavale Usa di Sigonella e dalla stazione di Niscemi del sistema statunitense Muos di trasmissioni navali.   L’Italia – dove si trovano importanti comandi e basi per operazioni militari in una vasta area che dal Medioriente e Nordafrica arriva fino al Mar Nero – è un fondamentale trampolino di lancio della strategia aggressiva Usa/Nato.   Gli Stati Uniti e gli alleati europei della Nato sono i principali responsabili di una situazione sempre più pericolosa, provocata dalla demolizione dello Stato libico, attaccato dall’interno e dall’esterno, e dal tentativo di fare lo stesso in Siria (sempre durante l’amministrazione Obama) tramite gruppi terroristi presentati come «ribelli», addestrati e armati dalla Cia e finanziati dall’Arabia Saudita e altre monarchie del Golfo. Proprio mentre tale tentativo stava fallendo per l’intervento russo a sostegno delle forze governative, e si stava per aprire un negoziato per mettere fine alla guerra, Stati Uniti e Nato hanno gettato benzina sul fuoco accusando il governo siriano di aver fatto strage di civili, tra cui molti bambini, con un deliberato attacco chimico. Come ha dichiarato il Vescovo siriano Antoine Audo di Aleppo, «non si può immaginare che il governo siriano sia così sprovveduto e ignorante da poter fare degli errori così madornali». Vi sono invece prove che i «ribelli» siano in possesso, e abbiano già usato, armi chimiche. Fallito il tentativo di far passare al Consiglio di sicurezza dell’Onu una risoluzione di condanna del governo siriano, che avrebbe permesso di attaccare «legalmente» la Siria come venne fatto nel 2011 con la Libia, il presidente Trump ha ordinato l’attacco missilistico alla base governativa siriana. Le implicazioni di tale atto sono gravissime. Esse rendono ancora più tesi i rapporti tra Stati Uniti e Russia, le cui forze ora si fronteggiano direttamente in una situazione incandescente. Non possiamo essere semplici spettatori mentre la guerra divampa, mentre aumenta il rischio di una catastrofica guerra nucleare. W3Schools       2 minuti e mezzo all’ora del giudizio            Iscriviamo il proprio Comune a MAJORS FOR PEACE PER LA DISTRUZIONE DELLE ARMI NUCLEARI ENTRO IL 2020                                                                      Dobbiamo esercitare i nostri diritti costituzionali, ripudiando la guerra nell’unico modo concreto che abbiamo: pretendere che l’Italia esca dall’alleanza aggressiva della Nato, non abbia più sul proprio territorio basi militari straniere né armi nucleari. Dobbiamo lottare per un’Italia neutrale, in grado di svolgere la funzione di ponte di pace sia verso Sud che verso Est.

PIKADON : Onu. Il mondo vuole distruggere le armi nucleari entro il 2020

     https://www.youtube.com/watch?v=y6Jzl11wlss

Dal 27 Marzo all’Onu il mondo inizia a discutere la messa al bando delle armi nucleari

Giornata storica alle Nazioni Unite di New York per l’avvio delle negoziazioni verso un Trattato di messa al bando degli ordigni nucleari; risultato ottenuto grazie alla mobilitazione degli ultimi anni a sostegno della “Iniziativa Umanitaria” promossa dalla società civile internazionale e rilanciata da oltre 120 Stati

Fonte: Senzatomica – Rete Italiana per il Disarmo – 27 marzo 2017

Ban the bomb

Oggi a New York inizia la prima sessione di negoziati per l’elaborazione di un Trattato che inserisca la messa al bando delle armi nucleari nella legislazione internazionale. Un momento storico importante anche perché il Trattato viene elaborato sulla base del riconoscimento che l’impatto umanitario dell’uso di ordigni nucleari sia moralmente inaccettabile. Già solo per la loro esistenza le circa 16.000 testate nucleari presenti nel mondo rappresentano un significativo rischio per la sicurezza umana.

In apertura della Conferenza di negoziazione all’ONU Beatrice Fihn (direttrice della Campagna internazionale ICAN, che raccoglie la società civile internazionale impegnata per il disarmo nucleare e ha come membri italiani Rete Disarmo e Senzatomica) sottolinea che: “Questo Trattato finalmente metterà al bando armi che sono progettate per uccidere indiscriminatamente civili; verrà così completato il processo di proibizione di tutte le armi di distruzione di massa”.

Pass ONU nuclearban Alla sessione che si apre oggi si è arrivati grazie al voto dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, con il sostegno di più di 120 Paesi, ha approvato e confermato la decisione di procedere a negoziati su questo Trattato presa nell’ottobre 2016 in seno al Primo Comitato sul disarmo. L’azione decisa a livello ONU è la conseguenza di una serie di conferenze internazionali che hanno raccolto dati e indicazioni stringenti sul costo umanitario inaccettabile di qualsiasi uso di armi nucleari, e sul ruolo che la proibizione di tali ordigni avrebbe nel rafforzare la legge umanitaria internazionale. In base al documento di convocazione ci si aspetta che il Trattato impedirà legalmente agli Stati che decideranno di sottoscriverlo di utilizzare, possedere, sviluppare armi nucleari e di assistere altri Paesi in questa attività. Il nuovo strumento internazionale funzionerà in armonia con l’esistente regime di accordi sulla non proliferazione e disarmo nucleare, rafforzando le norme contro questi ordigni indiscriminati e mettendo a disposizione degli Stati un metodo e un percorso per adempiere ai propri obblighi di disarmo.

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato e parteciperemo direttamente alla sessione di New York anche in rappresentanza delle altre campagne italiane per il disarmo nucleare – sottolinea Daniele Santi segretario generale di Senzatomica – Arriviamo a questo appuntamento dopo una mobilitazione di molti mesi che ha portato la nostra mostra sugli effetti devastanti degli ordigni nucleari in decine di città italiane. Il sostegno ricevuto in quel contesto ci dimostra che la maggioranza della popolazione italiana è contro queste armi e le vorrebbe cancellate dalla storia”.

Purtroppo il Governo italiano, a meno di sorprese dell’ultima ora, non parteciperà ai negoziati, allineandosi a quei Paesi (della Nato o sotto l’ombrello nucleare Usa) che si sono opposti alla Risoluzione di convocazione. Eppure il voto espresso in Assemblea Generale non implica esclusione automatica dai negoziati, cui infatti prenderanno parte i Paesi Bassi (nella stessa situazione italiana) e altri Stati UE come Austria e Irlanda.

Sole e Daniele - delegazione L’Italia rischia così di vanificare la possibilità di un ruolo attivo e positivo in questo processo, in quanto per la sua situazione geopolitica e l’essere paese ospitante di armi nucleari statunitensi potrebbe invece fungere da mediatore positivo; e spingere i propri alleati Nato a considerare concretamente la strada verso il disarmo nucleare. Proprio per ricordare la pericolosità gli ordigni nucleari presenti sui propri territori dei giorni scorsi attivisti di Italia, Belgio, Germania, Paesi Bassi hanno dimostrato davanti alle basi che li ospitano ad Aviano e Ghedi (Italia), Kleine Brogel (Belgio), Büchel (Germania) e Volkel (Paesi Bassi).

Il Trattato in discussione avrà comunque un impatto anche sugli Stati che decideranno di non partecipare ai negoziati, poiché imposterà norme internazionali di comportamento e contribuirà a cancellare il prestigio politico associato al possesso di armi nucleari.

“Per tutti questi motivi noi continuiamo fare appello al Governo italiano, a cui abbiamo scritto nelle scorse settimane senza ottenere risposte, affinché cambi la propria posizione e si allinei con le nazioni che vogliono concretamente il disarmo nucleare, non solo a parole – commenta Lisa Clark co-presidente dell’International Peace Bureau e coordinatrice per il disarmo nucleare di Rete Disarmo – Abbiamo bisogno di coraggio e che il nostro Paese riprenda quella leadership internazionale per il disarmo che ha già svolto in passato a riguardo di altri armamenti. L’alternativa sarebbe quella di seguire la dottrina del nuovo presidente Trump, che ha già dichiarato di voler addirittura aumentare l’arsenale nucleare”.

Non a caso, e con una mossa senza precedenti, gli Stati Uniti hanno convocato una conferenza stampa di protesta contro negoziati all’ingresso del Palazzo di Vetro, poco dopo l’inizio della sessione. Sarà importante capire chi seguirà le indicazioni dell’amministrazione Trump.

Con un rischio di detonazione nucleare oggi al massimo livello dalla fine della Guerra Fredda questo Trattato dovrebbe essere una priorità urgente per tutti quei popoli e Stati che credono in un futuro libero dalle armi nucleari. Inoltre, il progressivo smantellamento degli arsenali esistenti – quale esito ultimo della messa al bando – sarebbe l’unico modo realmente efficace per neutralizzare i rischi dell’uso non intenzionale di armi nucleari e del c.d. terrorismo nucleare: rischi rispetto ai quali l’equilibrio fondato sulla deterrenza non può nulla. Gli sforzi di disarmo del recente passato dimostrano come i passi più efficaci verso l’eliminazione di una determinata classe di armi sia la proibizione sotto la legislazione internazionale. La completa eliminazione delle armi nucleari da parte degli Stati che oggi le possiedono non avverrà immediatamente, ma la situazione sempre più complessa della sicurezza internazionale e la proliferazione di armi di distruzione di massa pone all’ordine del giorno in maniera pressante la necessità di porre fine all’era nucleare.

Italia ripensaci - Ban negotiations

 

 

I COMUNI DEVONO ISCRIVERSI A MAJORS FOR PEACE

 

 SOSTENIAMO IL SINDACO DI HIROSHIMA

 

I POLITICI DEVONO SBOCCARE NELLA SUPREMA MORALITA’ :

 

 distruggere le armi nucleari  per LA SOPRAVVIVENZA DELL’ UMANITA’

 


 

Da lunedì 27 marzo 2017 a New York l’Onu per LA PRIMA VOLTA discute la messa al bando delle armi nucleari Ma le potenze nucleari sono decise a impedire il divieto.

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/onu-il-mondo-vuole-fermare-armi-nucleari-bomba-atomica