10 novembre 1943: bombardamento di Recco

novembre 9, 2013

Recco nel 1942

Recco nel 1945

Recco è l’unica città del Levante dove non è più possibile individuare il centro storico. Le sue strade, i suoi “caruggi”, le sue piazzette, furono distrutte dai ventisette bombardamenti aerei degli Alleati effettuati tra il 10 novembre 1943 e il 28 agosto 1944. Essi provocarono oltre 127 vittime civili e altrettanti feriti e la distruzione di oltre il 90 per cento dell’abitato urbano. Obiettivo di tali bombardamenti era il viadotto ferroviario, la cui distruzione (assieme a quello della vicina Zoagli) avrebbe dovuto isolare la riviera di Levante dal capoluogo regionale. La sera del primo bombardamento, ricordano i sopravvissuti, tutto era tranquillo nella cittadina: nelle abitazioni, nei locali pubblici, nel “cinematografo”, dove si proiettava “La primula rossa”. Dal rapporto della squadriglia della Raf britannica che operò quella notte apprendiamo inoltre che la notte era serena, la luna piena era alta nel cielo e illuminava il mare, la costa, il paese, le colline. La luminosità aumentò allorquando, iniziando l’attacco, gli aerei liberarono grappoli di bengala dalla luce intensissima. Sorvolando Recco da levante a ponente, uno dopo l’altro gli aerei, in un carosello che si prolungò per quaranta minuti, sganciarono il loro carico di bombe, cercando di centrare il viadotto ferroviario (che subì pochi danni), ma colpendo a morte il paese. La strage del 10 novembre consigliò buona parte della popolazione a cercare scampo nelle case e nelle ville dell’estrema periferia, nei centri vicini. Quanti non ebbero il tempo di abbandonare la propria casa e la propria città, ebbero l’amara sorpresa di subire una seconda incursione il successivo 26 novembre. Tre grosse formazioni di bombardieri sganciarono oltre 300 bombe dirompenti. Altre 34 vittime si aggiunsero a quelle del primo bombardamento. I feriti furono una settantina. Andarono distrutte circa 300 case, colpiti il palazzo comunale e la chiesa parrocchiale vennero colpiti. Quello del 1943 fu il vero e primo Natale di guerra dei recchesi, sparsi ormai fuori dal loro paese. Seguirono poi altri 25 incursioni, talvolta “a tappeto” con la partecipazione di decine di bombardieri, talvolta portate da squadriglie più piccole. Ogni volta il viadotto subiva danni più o meno pesanti, ma, grazie all’intervento delle truppe del genio, il traffico ferroviario veniva ogni volta riattivato. Il 29 giugno e il 10 luglio ulteriori bombardamenti sganciarono le bombe su una Recco già irriconoscibile e colpirono il viadotto tanto gravemente da non potersi più considerare riparabile. Era la diciottesima incursione. Ne seguirono altre che martoriarono ancora la città già ridotta a un cumulo di macerie. L’ultima il 28 agosto 1944. Proprio a riconoscimento della forza dimostrata dagli abitanti nella ricostruzione della città, il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel 1993 insignì il Comune di Medaglia d’oro al Merito Civile. Sette anni dopo, il presidente Carlo Azeglio Ciampi concesse a Recco il titolo di Città. (da http://www.terrediportofino.eu/)

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