Anpi Mirano aVienna partecipa alla Conferenza degli Stati-Parte del Trattato per la eliminazione delle armi nucleari 18-23 Giugno

«L’ITALIA RATIFICHI IL TRATTATO ONU DI PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI»

da Famiglia Cristiana

14/01/2022  Il documento congiunto di Azione Cattolica, Acli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari e Pax Christi per chiedere anche che «il Governo italiano sia presente alla Conferenza di Vienna del prossimo mese di marzo 2022, che riunirà tutti i Paesi, oltre 50, che hanno già deciso lo stop»

      A pochi giorni dal primo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari un intervento dei Presidenti e Responsabili nazionali di Azione Cattolica, Acli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari, Pax Christi

PER UNA REPUBBLICA LIBERA DALLA GUERRA E DALLE ARMI NUCLEARI

«ABBIAMO BISOGNO DI GIUSTIZIA SOCIALE, NON DI ATOMICHE» (DON PRIMO MAZZOLARI)

«Ancora oggi il cammino della pace, che San Paolo VI ha chiamato con il nome di sviluppo integrale, rimane purtroppo distante dalla vita reale di tanti uomini e di tante donne e dunque della famiglia umana, che è ormai del tutto interconnessa. Nonostante i molteplici sforzi mirati al dialogo costruttivo tra le nazioni, si amplifica l’assordante rumore di guerre e di conflitti, mentre avanzano malattie di proporzioni pandemiche, peggiorano gli effetti del cambiamento climatico e del degrado ambientale, si aggrava il dramma della fame e della sete e continua a dominare un modello economico basato sull’individualismo più che sulla condivisione solidale».   Con queste parole Papa Francesco ha introdotto il proprio Messaggio per la Giornata Mondiale della pace del 1° gennaio 2022, sottolineando poi come «negli ultimi anni sia sensibilmente diminuito, a livello mondiale, il bilancio per l’istruzione e l’educazione […] mentre invece le spese militari sono aumentate, superando il livello registrato al termine della guerra fredda e sembrano destinate a crescere in modo esorbitante».   Papa Francesco, nello stesso Messaggio, ha anche auspicato «che quanti hanno responsabilità di governo elaborino politiche economiche che prevedano un’inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell’educazione e i fondi destinati agli armamenti».   Nei giorni scorsi alla voce di Papa Francesco si è unita quella, autorevole, di oltre cinquanta scienziati e premi Nobel, che hanno lanciato la campagna per il “Dividendo della pace”. Una «semplice proposta per l’umanità», l’hanno definita gli studiosi, tra cui figurano, oltre agli organizzatori Carlo Rovelli e Matteo Smerlak, Carlo Rubbia, Giorgio Parisi, Roger Penrose, Steven Chu, mentre il Dalai Lama ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.   Gli scienziati firmatari chiedono ai governi di tutti gli Stati Onu di «avviare trattative per una riduzione concordata della spesa militare del 2 per cento ogni anno, per cinque anni». In questo modo «enormi risorse verranno liberate e rese disponibili, il cosiddetto “Dividendo della pace”, pari a mille miliardi di dollari statunitensi entro il 2030».   Nell’ottica di una netta riduzione delle spese militari e nel contrasto alla logica della deterrenza nucleare si è posta anche l’iniziativa che lo scorso anno ci ha visto assumere una posizione pubblica: in 44 Presidenti nazionali di movimenti e associazioni del mondo cattolico italiano abbiamo infatti sottoscritto un appello al Parlamento del nostro Paese affinché ratificasse il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, con lo slogan “Per una repubblica libera dalle armi nucleari”. Un appello che è purtroppo rimasto inascoltato.   Un significativo intervento si è registrato a livello internazionale il 4 gennaio 2022: le cinque “potenze atomiche ufficiali” – Usa, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina –, in un messaggio congiunto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, hanno riconosciuto che le armi nucleari rappresentano una grave minaccia per tutta l’Umanità e che «non c’è modo di vincere una guerra nucleare» che per questo «non deve mai essere combattuta». Anche se tale dichiarazione non rappresenta alcuna apertura al bando definitivo degli ordigni atomici, tuttavia è il segno di una presa di coscienza della pericolosità dell’attuale quadro strategico basato sulle armi nucleari.   In questo Mese della Pace di gennaio 2022, e a pochi giorni dal primo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, nel pieno sostegno alla campagna “Italia Ripensaci”, che ha visto una forte mobilitazione della società civile su questi temi, intendiamo rinnovare il nostro appello affinché anche il nostro Paese ratifichi il Trattato Onu, unendosi così agli oltre 50 altri Stati che l’hanno già fatto. Chiediamo che il Governo del nostro Paese sia presente, almeno in qualità di osservatore, alla Conferenza di Vienna del prossimo mese di marzo 2022, che riunirà tutti i Paesi che hanno ratificato il Trattato Onu.   Alla luce di queste considerazioni proponiamo di ritrovarci in una Giornata di confronto fra tutte le realtà del mondo cattolico che hanno sottoscritto il documento “Per una repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari”. Tale Giornata, che vuole essere un momento di riflessione, approfondimento teologico, discernimento e accorato rilancio dell’appello che ci ha visti insieme lo scorso anno, si svolgerà a Roma il 26 febbraio 2022 secondo il programma e le modalità che verranno in seguito comunicate anche in considerazione della diffusione della pandemia.   Auspichiamo un’ampia partecipazione a questa Giornata che vuole offrire un contributo originale alla riflessione e all’azione sui temi della pace.   «Un mondo libero da armi nucleari è possibile e necessario. […]. La Santa Sede rimane ferma nel sostenere che le armi nucleari sono strumenti inadeguati e inappropriati a rispondere alle minacce contro la sicurezza nel 21° secolo e che il loro possesso è immorale.La loro fabbricazione distoglie risorse alle prospettive di uno sviluppo umano integrale e il loro utilizzo, oltre a produrre conseguenze umanitarie e ambientali catastrofiche, minaccia l’esistenza stessa dell’umanità» (dal Discorso di Papa Francesco al Corpo Diplomatico, 10 gennaio 2022).  

Giuseppe Notarstefano   Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana       Emiliano Manfredonia   Presidente nazionale delle Acli       Giovanni Paolo Ramonda   Responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII       Cristiana Formosa e Gabriele Bardo   Responsabili nazionali del Movimento Focolari Italia Mons.       Giovanni Ricchiuti   Presidente nazionale di Pax Christi  

I PADRONI DEL DESTINO

I satelliti di Elon Musk  
Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo il cui patrimonio si è quasi decuplicato nei due anni di pandemia, ha offerto 44 miliardi di dollari per acquistare Twitter che, a quanto dice, diverrebbe “la piattaforna per la libertà di parola in tutto il mondo”. Elon Musk possiede la SpaceX, azienda aerospaziale con sede in California. 
La SpaceX costruisce razzi e satelliti per realizzare Starlink, sistema Internet a banda larga che, una volta ultimato, coprirà il mondo intero. SpaceX, che ha finora messo in orbita 2.500 satelliti con razzi che ne trasportano 50 alla volta, ha in programma di collocare 42.000 satelliti Starlink in orbita bassa, occupando l’80% di questo spazio. Starlink, presentato quale sistema satellitare commerciale, ha fondamentali applicazioni militari. I satelliti in orbita bassa trasmettono infatti i segnali a velocità molto maggiore di quelli in orbita geosincrona attorno all’Equatore. L’esercito e l’aeronautica statunitensi finanziano e testano Starlink per usarne le capacità militari. Ad esempio, lo scorso marzo, la US Air Force ha comunicato che i caccia F-35A a duplice capacità convenzionale e nucleare avevano effettuato la trasmissione di dati utilizzando i satelliti Startlink con velocità 30 volte più veloci delle connessioni tradizionali.I satelliti Starlink della SpaceX vengono già usati dall’esercito ucraino per guidare droni, proiettili di artiglieria e missili contro le postazioni russe.  Lo conferma il generale Dickinson, capo del Comando spaziale USA, il quale ha dichiarato al Senato che “la Starlink di Elon Musk dimostra in Ucraina cosa possono fare le megacostellazioni di satelliti”. La SpaceX di Elon Muskfa parte delgruppo dei dieci maggiori operatori satellitari commerciali che collaborano col Comando spaziale USA nella base spaziale militare di Vandenberg in California. 

La Cina inizia a preoccuparsi delle applicazioni militari di Starlink

Stefano Piccin

 by Stefano PiccinMaggio 30, 2022 in CinaNewsSpace economySpaceXSpazio militare

La guerra in Ucraina, ancora una volta, ha dimostrato quanto lo spazio non sia più uno dei tanti asset con cui combattere una guerra, ma è ora uno dei più importanti. Gli USA e l’Ucraina hanno gestito al meglio una guerra inizialmente sproporzionata anche grazie alle maggiori informazioni che giungevano dallo spazio. A terra i satelliti Starlink hanno permesso di mantenere attive linee internet non solo per i civili ma anche per i militari. Di tutto questo si è accorta anche la Cina.

In un recente paper pubblicato qualche settimana fa, il ricercatore Ren Yuanzhen e i suoi collaboratori hanno evidenziato diverse preoccupazioni in merito alla costellazione di SpaceX e al suo uso militare. Yuanzhen è un ricercatore del Beijing Institute of Tracking and Telecommunications, un centro di ricerca supportato dall’esercito di liberazione popolare cinese. La ricerca è stata pubblicata su una rivista sottoposta a peer review, chiamata Modern Defence Technology. 

La consapevolezza cinese

La ricerca cinese ricorda che la rete Starlink è attualmente la più avanzata e complessa costellazione satellitare mai costruita. Sono di particolare attenzione le applicazioni militari della rete di SpaceX. Oltre al fornire copertura internet in aree militari, Starlink ha dimostrato di possedere tecnologie all’avanguardia nel sopportare e superare gli attacchi di jamming della Russia.

Ren Yuanzhen e i suoi colleghi ricordano anche che i satelliti Starlink sono tecnologicamente all’avanguardia e già ora SpaceX sta costruendo una rete militare per il tracciamento dei missili balistici basata sulla tecnologia Starlink. Inoltre, ricordano l’ipotesi che alcuni Starlink in futuro possano ospitare payload militari americani in aggiunta ai loro strumenti.

La situazione della costellazione Starlink al 27 maggio 2022. Credits: Satellitemap
La situazione della costellazione Starlink al 27 maggio 2022. Credits: Satellitemap

È il numero però a preoccupare principalmente la Cina. Starlink già ora è infatti la più grande costellazione satellitare mai costruita e mai lanciata nello spazio.  Non si tratta inoltre di satelliti piccoli o banali. Gli Starlink possono cambiare orbita autonomamente e perderne qualcuno non inficia più il funzionamento della costellazione. Inoltre, ricordiamo che grazie al gran numero di satelliti e alla loro stessa progettazione, l’intera rete Starlink continua costantemente ad aggiornarsi.

Per approfondire l’origine e la costruzione di Starlink –> Tutto quello che dovete sapere su Starlink

Da settembre 2021 SpaceX sta lanciando gli Starlink dotati di comunicazione laser, che saranno implementati completamente nella seconda metà del 2022. Inoltre, sta preparando la seconda generazione, che secondo quanto affermato da Elon Musk in una recente intervista con lo Youtuber Everyday Astronaut, saranno dei satelliti larghi fino a 7 metri e dal peso di 1.25 tonnellate.

Le indicazioni cinesi

Da questa ricerca, come da alcuni articoli usciti sulla stampa cinese (questo del South China Morning Post ad esempio), si capisce quanto la Cina sia consapevole e preoccupata degli sviluppi militari di Starlink. Nel paper di Ren Yuanzhen vengono riportati alcuni consigli per mantenere sotto controllo l’espansione di Starlink.

Per prima cosa viene suggerito di studiare più attentamente la costellazione, evidenziandolo ancora una volta come il progetto di riferimento nell’ambito delle reti satellitari moderne. Un grande focus viene dedicato poi alla questione delle frequenze. Esse stanno diventando sempre più una risorsa strategica, essendo che quelle radio sono, per loro natura, in quantità finita. Starlink comunica attualmente nelle bande Ku e Ka ma in futuro la seconda generazione di satelliti lo farà anche nella banda V. Le comunicazioni laser sono invece usate solo fra uno Starlink e l’altro.

mappa starlink
Mappa ufficiale che mostra le aree in cui Starlink è attivo (verde chiaro) o in fase di attivazione (verde scuro).

Difesa spaziale in orbita

Ren Yuanzhen suggerisce allora di prestare più attenzione alla copertura delle bande di frequenza da parte della Cina, sia a livello politico che economico. Un’altra indicazione è lo sviluppo di contromisure spaziali per gli Starlink, direttamente in orbita. La Cina dispone della tecnologia per distruggere un satellite con un missile, ma questo è ormai inutile. Come già riportato, è praticamente inutile distruggere un singolo satellite Starlink, anzi, rischia solo di produrre detriti che danneggerebbero tutti.

C’è quindi bisogno che le contromisure siano effettuate direttamente in orbita, attraverso l’osservazione diretta dei satelliti ed eventualmente la loro disattivazione dallo spazio. Come questo sarà possibile Ren Yuanzhen non lo dice. Grazie alla pubblicazione di questa ricerca possiamo quindi capire quanto lo scenario spaziale militare sia ormai integrato completamente con le strategie a terra.

La ricerca completa si può scaricare (in cinese) qui. È caricata su un sito cinese, e per trovarlo sono servite diverse ricerche alla redazione di Astrospace.it.

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agli apprendisti stregoni dell’arma atomica

“LA BELLEZZA NON VI APPARTIENE”

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Lo scopo di G.Anders è più quello di scuotere gli indifferenti, di incitare i dubbiosi, di rendere perpetuamente inquieti gli ottimisti di professione e vigilanti i già convinti, che non quello di suggerire soluzioni immediate e indiscutibili. Di acquistare coscienza che è in gioco, oggi, ‘la conservazione del tutto’. Il suo pensiero dominante diventò quello di suscitare questa coscienza anche negli altri, a costo di apparire agli occhi di qualche vecchio amico un ‘fissato’. A chi gli rimprovera di aver abbandonato la versatilità di un tempo, di voler viaggiare ormai su di un binario unico, risponde: ‘Ma a che serve questa versatilità, quando siete tutti sul treno che corre difilato sul suo binario unico verso la catastrofe?’

Il pensiero di Anders (inspiegabilmente poco conosciuto, non solo in Italia)

“la bellezza non vi appartiene”

E NEMMENO LA TERRA

AGLI APPRENDISTI STREGONI

DELL’ARMA ATOMICA

“La Bellezza non vi appartiene”  

artisti di SpazioArtifigurative L.Lotto

Domenica 29 Maggio ore 18 Parco Rabin Mirano

APPRENDISTI STREGONI

DELL’ARMA ATOMICA

“La Bellezza non vi appartiene”  

artisti di SpazioArtifigurative L.Lotto

Domenica 29 Maggio ore 18 Parco Rabin Mirano

Di forza siamo entrati  nell’era atomica.

 Tutti gli avvenimenti politici, le parole, i pensieri, le azioni e le decisioni sono intrapresi  all’interno di questa situazione, di questa presenza mefistofelica.

I tentativi di utilizzare la possibilità della fine del mondo come una pedina sullo scacchiere della politica internazionale  sono segni di accecamento in tutti i sensi.

L’epoca delle astuzie e degli stratagemmi deve finire: il pericolo atomico non è un mezzo strategico e tattico ma è un pericolo concreto e va affrontato sul punto essenziale: sulla minaccia che pesa sull’umanità, sull’apocalisse che ne deriverebbe.

Appello alla Mobilitazione generale di tutta la Società civile pacificamente. Ci rivolgiamo al Presidente regionale Zaia che si faccia promotore di una campagna per iscrivere tutti i Comuni Veneti a Majors for Peace e i Sindaci a firmare Simbolicamente per quanto compete il loro territorio, il Trattato per la eliminazione delle Armi nucleari.

N

Lo spettro di Hiroshima

LO SPETTRO DI HIROSHIMA

INCONTRO a distanza- con il Prof. Maurizio Simoncelli 

LO SPETTRO DI HIROSHIMA

INCONTRO a distanza- con il Prof. Maurizio Simoncelli 

Vicepresidente e cofondatore dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo.

Storico ed esperto di geopolitica, oltre ad aver realizzato numerose ricerche sull’industria militare, sulle forze armate italiane e sulla geopolitica dei conflitti, ha collaborato come docente in diversi master universitari e corsi d’istruzione superiore, tra cui il Master Peacekeeping and Security Studies e il Master in Educazione alla pace: cooperazione internazionale, diritti umani e politiche dell’Unione Europea dell’Università Roma Tre.

Giovedì 26 Maggio ore 20.45

Il link:

https://meet.google.com/jxi-qgke-jxs

dal MondoGuerra…al MondoGuerraNucleare. Invertiamo la rotta

dati tratti da SYPRI ISTITUTO INTERNAZIONALE

https://www.sipri.org/sites/default/files/2021-10/yb21_summary_ita.pdf

l mantenimento delle testate atomiche esistenti nel mondo ha infatti costi da capogiro. Perlopiù a carico dei proprietari, ma non solo. In particolare, Sofia Basso parla di « (…) circa 140mila dollari al minuto, per un totale di oltre 70 miliardi di dollari nel 2019, pari a 24 volte il budget annuale delle Nazioni Unite. Se si calcolano anche i costi indiretti, come i danni ad ambiente e salute o la difesa missilistica per proteggere le testate nucleari, il costo supera i cento miliardi l’anno».

GRAFICO variazione 2018-2019 spesa globale per la gestione delle armi nucleari - fonte rapporto ICAN 2019
GRAFICO variazione 2018-2019 spesa globale per la gestione delle armi nucleari – fonte rapporto ICAN 2019

Cifre enormi, già in aumento (+10% tra 2018 e 2019), e che potrebbero persino crescere in futuro. Il ritiro degli USA dal Trattato sulle Forze nucleari intermedie (Inf) e il rinnovo non scontato del New Strategic Arms Reduction Treaty (New START) tra Stati Uniti e Russia (in scadenza a febbraio 2021) spingono in tale direzione.

FINANZA

Armi nucleari: un business da 116 miliardi di dollari. Anche per l’Italia

Il conto per le testate atomiche in casa nostra

Ma non è tutto. L’Osservatorio sulle spese militari italiane Milex ha stimato l’ammontare della spese direttamente riconducibili alla presenza di testate nucleari su suolo italiano. Tra gestione delle strutture, sistemi di protezione e stoccaggio degli ordigni e manutenzione degli aerei adibiti al loro utilizzo, si avrebbero almeno 20 milioni di euro l’anno. Anche se il costo effettivo, al netto delle opacità che impediscono un calcolo ufficiale, arriverebbe fino a 100 milioni di euro, cioè quattro volte quanto il nostro Paese versa all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una somma a cui Milex aggiunge altri 2,3 miliardi di euro circa per sostituire i vecchi aerei Tornado del 6° Stormo dell’Aeronautica militare ormai in dismissione.

Francesco Vignarca: «Una strategia basata sul genocidio»

Esaminati i rischi e i numeri, rimane la sostanza della condivisione nucleare, su cui Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne di Rete italiana pace e disarmo, esprime una valutazione etica e complessiva. «Non sono le spese militari a difenderci dalle reali minacce, come dimostrano il 2020 e il climate change. Tanto più che le spese per il nuclear sharing ci portano a partecipare a un concetto strategico che si basa sulla capacità di realizzare genocidi.

Crediamo perciò che la stessa idea di fondare la propria sicurezza sul potere di cancellare milioni di vite in pochi secondi sia immorale e disumano. Mentre il TPNW è frutto di un processo che mette al centro le persone».

I COMUNI PER LA PACE

MIRANO Mercoledì 11 Maggio 2022 Villa Errera sala conferenze ore 18.30 in presenza con Lisa Clark e a distanza con Michela Brunelli Assessora del Comune di Cervia città capofila dei Comuni italiani iscritti a Majors for Peace Associazione presieduta dal Sindaco di Hiroshima.

8-9maggio 1945: 77° Anniversario della resa incondizionata del nazifascismo

6-7-8-9 maggio 1945: firma a Berlino della resa incondizionata del nazifascismo e celebrazioni in tutta Europa occidentale ed orientale Mosca Parigi Londra

Inserito da Adriano Arati | Mag 8, 2020

8 maggio 1945: firma a Berlino della resa incondizionata per l’Europa

https://www.spazioamico.it/La_grande_congiura_contro_l%E2%80%99Urss.htm

http://anpimirano.it/2021/05/