25 aprile: il comandante Diavolo (Al Dievel)

aprile 21, 2012

Tra poco è il 25 aprile: vorremo ricordare i  partigiani che sono ancora tra di noi e, tra i tanti, Germano Nicolini che riesce nei suoi discorsi a far capire quanta emozione e quanta voglia di non arrendersi (resistere) c’è ancora nella sua vita, nonostante le batoste e le umiliazioni ricevute. Da ascoltare e far conoscere.

 ‘ero in bicicletta, disarmato, in una zona che credevo sicura. I tedeschi sbucarono da un argine. Mi buttai giù e corsi zigzagando tra gli alberi, mentre quelli sparavano all’impazzata. Da una finestra due sorelle, nostre staffette, esclamarono “le propria al dievel” (“è proprio il diavolo”)’

…Noi sognavamo un mondo diverso, un mondo di libertà, un mondo di giustizia, un mondo di pace e un mondo di fratellanza e di serenità. Ho 85 anni, da allora ne sono passati sessanta e purtroppo questo mondo non c’è… E allora riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate la nostra lotta…”

“A differenza di quello che dicono alcuni storici che mirano da sempre a sminuire la resistenza Italiana, affermando che il movimento partigiano abbia interessato migliaia di persone, il nostro paese in realtà, grazie alla resistenza Italiana, venne considerato paese occupato, ma cobelligerante. E sapete perché? Perché tutto il popolo ha sostenuto la resistenza. Se non ci fosse stato il popolo ad aiutarci non ce l’avremmo mai fatta. E’ stata l’unione e la comunione di ideali e di intenti che ha fatto si che il movimento funzionasse.
E il motivo per cui l’ ANPI va sostenuta è perché essa preserva la memoria storica di questi valori e di questa unione che ha fatto si  che il nostro paese riuscisse a respingere il nemico con la resistenza”

Una grande lezione di storia di Germano:

http://it.wikipedia.org/wiki/Germano_Nicolini

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