Altro che Repubblica, è un Paese privato. Intervista a Gino Strada

luglio 1, 2013

Ascoltare Gino Strada, fondatore con la moglie Teresa Sarti di Emergency presieduta dalla figlia Cecilia, è come immergersi in un mondo smarrito in cui le parole riacquistano la loro umanità. Con quell’aria apparentemente stanca, quasi assente, scapigliato, quando parla cattura l’attenzione perchè il suo dire è passione e pratica di vita. Apostrofato dai giornali berlusconiani come “visionario, venditore di fumo, comunista”. È Amato da migliaia di volontarie e volontari e da quella sinistra in cerca di casa. E indicato dal popolo web di Grillo come candidato per il Quirinale. Strada è a Livorno per il XII Incontro di Emergency: “Diritti o Privilegi”.

Punto di domanda volutamente assente nel titolo?

Ovvio. Non dovremmo più chiamarci Repubblica italiana ma Paese privato. La messa in dubbio della sostenibilità della sanità, dell’acqua, della scuola pubblica. Ormai è al di fuori della politica. La Costituzione sta diventando la più grottesca del mondo, non siamo più una Repubblica fondata sul lavoro, ma sui licenziamenti.

Deluso da Grillo?

Il M5S è stato e resta un segnale forte per i “signori della politica”. Il problema non è M5S, ma questa nuova formazione bulgara che ci governa: la messa in pratica o meglio la conclusione di un processo che dura da decenni. Destra, sinistra, al di là del codice stradale vuol dire guerra o pace, pubblico o privato e tante altre cose. Quando una parola come la sinistra viene stuprata meglio cambiar parola.

Ne ha una nuova?

No, serve a poco. Non sono ottimista sul fatto che le cose cambieranno. Il che non significa che bisogna smettere di parlare di certi valori, di promuoverli, di fare delle cose giuste che cambiano la vita delle persone. Più delle coglionate dei politici. Se siamo in tanti ci troveremo in una società migliore. In questo sono ottimista.

Pentito di non aver accettato la candidatura al Colle proposta dal popolo di Grillo?

Era una proposta-provocazione, il Presidente lo eleggono i grandi elettori e siccome lì dentro ci sono condannati, papponi, pedofili…

Però il ministro della Sanità lo avrebbe fatto…

Intanto è il premier che forma il governo ma se uno qualsiasi, non importa chi, me lo chiedesse seriamente risponderei: il mio programma è questo: fuori il profitto dalla sanità, nessun soldo pubblico deve più finire nelle tasche del privato, via le convenzioni.

Emergency dal 2006 opera anche in Italia. Chi l’avrebbe mai detto?

Stiamo mettendo in piedi ambulatori mobili. Strutture di alta qualità e gratuite come da diritto costituzionale per chi, e sono tanti, non può più permettersi di essere curato. Stiamo costruendo una sanità non profit contro quella profit. Sanità che è stata rovinata con l’introduzione del concetto di azienda che risponde alla domanda: quanto bisogna spendere? Quanto serve, non un euro in più. Qualcuno ci dice che noi spendiamo 35 miliardi meno della Germania e della Francia ottenendo risultati migliori e che abbiamo tecnologie superiori ad altri Paesi ma non le usiamo? Però ci dicono che il sistema è in crisi. E il cittadino paga un ticket superiore a quello che pagherebbe in una struttura privata. Mi chiedo dov’è l’aggettivo pubblico? Cosa vuol dire ticket? Da quando in qua bisogna pagare i propri diritti? Il sistema resiste grazie alla volontà di tanti medici e infermieri che operano contro le politiche sanitarie.

Teoria ineccepibile. In pratica?

Basterebbe non firmare piu nessuna convenzione, riesaminare quelle esistenti e tagliare quelle senza senso ma non c’è la volontà politica perchè la casta ha profondi intrecci con la cricca del settore della sanità. Perché gli ospedali comperano lo stesso prodotto di Emergency e lo pagano 3,5,10 volte di più? Perchè nel gonfiare i prezzi c’è spazio per le mazzette. Secondo l’Oms il maggior determinante della salute è la giustizia sociale. La sanità non riguarda solo ospedali e ambulatori, ha a che fare con la difesa dell’ambiente. E vogliamo parlare delle malattie costruite a tavolino?

Parliamone.

Veicolazione della malattia vuol dire assicurarsi che vengano consumati sempre più farmaci da persone sane convinte di essere malate per fare soldi. Dicono che se hai la glicemia alta hai il diabete. Se il livello di normalità della glicemia prima era 125, la abbassano a 110. Uguale per il colesterolo, l’ipertensione… Parte una nuova campagna e si vendono i farmaci. Porcherie con il coinvolgimento dei medici.

Torniamo alla politica lei è molto critico però non vota da 35 anni.

Non voterò mai chi non mi garantisce che non mi porti in guerra, non ho bisogno dell’art 11 della Costituzione mi basta la mia coscienza civile. So che fino a che ci sarà questa casta politica non sarà possibile costruire un sistema etico, un sentire comune con regole certe. Invece di una società stiamo costruendo una grande giungla. Nello statuto dei diritti umani si dice che gli uomini debbono comportarsi in spirito di fratellanza, se siamo insieme il rispetto per gli altri è il rispetto per noi. (intervista di Sandra Amurri da “Il Fatto”)

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bruno tonolo luglio 1, 2013 alle 10:27 am

ognuno ha una propria coscienza (personale) associata a quella sociale praticamente due coscienze cioè una coscienza contraddittoria, una implicita nel suo operare e che realmente lo unisce a tutti coloro che operano nella trasformazione pratica della realtà e una suprficialmente esplicita verbale che ha ereditato dal passato e che è stato obligato ad accogliere senza critica. tutto ciò non è senza conseguenze :essa ,quest’ultima, riannoda ad un gruppo sociale determinato influisce nell’indirizzo della volontà in modo più o meno energico e può giungere fino ad un punto in cui la contradditorietà della coscienza, non permette nessuna decisione, nessuna scelta e produce uno stato di passività poltica. Se si va in piazza dei Martiri a Mirano ci sono le parole di uno studente padovano amazzato dai fascisti che dicono : “tutto questo è sucesso perchè non ne avete voluto saperne più…. .
quindi la coscienza critica avviene attraverso una lotta di “egemonie politiche” ,di direzioni contrastanti per giungere ad una eleborazione superiore del reale e della propria concezione del reale politico. Sono pensieri elaborati da A.Gramsci che ha subito la violenza fascista e assieme a lui tantissimi altri morti per la Resistenza e conseguentemente per la Carta costituzionale.
Questo distacco della gente dalla politica (mi riferisco all’invito di Strada) è proprio quello che vuole la classe dominante per imporre la propria egemonia politica e culturale .Facciamo in modo che questo distacco si trasformi e progredisca fino al possesso reale e completo di una concezione del mondo coerente e unitario con al centro l’uomo e l’umanità.. facciamo della Costituzione italiana il baluardo del nostro vivere civile….partecipiamo alla lotta politica nei quartieri nelle sedi dei partiti nelle piazze … facciamo in modo che queste REGOLE CHE I NOSTRI PADRI CI HANNO DATO siano attuate di “fatto ” e sopratutto facciamo rispettare con forza l’art.11 in difesa della Pace che può essere e deve essere punto imprescindibile nei programmi dei partiti democratici nella prossima campagna elettorale…. bruno tonolo

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