“In difesa della Costituzione, della Democrazia, dei Territori”.

agosto 18, 2014

costituzione_italianaPubblichiamo il documento firmato il 9 agosto a Crotone da 38 associazioni che porta come titolo “In difesa della Costituzione, della Democrazia, dei Territori”.

Documento di Crotone

In difesa della Costituzione, della Democrazia, dei Territori

È in corso un attacco alla nostra Costituzione, alla nostra democrazia, ai nostri territori.
Il quadro complessivo delle riforme costituzionali, unitamente alla riforma della legge elettorale, delinea una svolta autoritaria, che vanifica il sistema delle garanzie costituzionali e lascia presagire uno scenario istituzionale, a seguito del quale i cittadini avranno meno capacità decisionale.

Noi non siamo contrari ad una ipotesi di revisione della Costituzione, ma siamo contrari a questa revisione, che compromette la democrazia, minandola negli organi di rappresentanza territoriale, e che favorisce la blindatura della casta partitica in Parlamento.
Il disegno di legge di revisione costituzionale attualmente in discussione interviene principalmente su due questioni: il bicameralismo e l’assetto delle competenze legislative dello Stato e delle Regioni. Si tratta di due questioni strettamente connesse.

Il riordino delle competenze legislative previsto andrà a vantaggio dello Stato e a sicuro detrimento del ruolo delle Regioni. Se la riforma vedrà la luce, lo Stato potrà ergersi a decisore unico delle sorti dell’ordinamento locale, dei beni culturali e paesaggistici, del turismo, dell’energia, del governo del territorio, delle infrastrutture strategiche e di altre materie ancora.
La ratio sottesa alla proposta è quella di impedire che le Regioni possano in futuro legiferare su tali materie, partecipare ai procedimenti amministrativi, sostenere proposte alternative equo-sostenibili, opporsi alla realizzazione di numerosi progetti (come le grandi opere inutili e le infrastrutture strategiche), che le collettività locali e regionali contestano da tempo, per le evidenti implicazioni che hanno sui beni comuni e, in primo luogo, sulle risorse naturali.
È sufficiente pensare alla materia energetica.
Sebbene la riforma costituzionale del 2001 abbia attribuito l’energia alla competenza concorrente dello Stato e della Regione, la Corte costituzionale ha da tempo sostenuto che lo Stato possa sì disciplinare per intero la materia in presenza di interessi di carattere unitario, ma a condizione che alle Regioni sia lasciata la possibilità di esprimersi sulle scelte energetiche effettuate a Roma attraverso lo strumento dell’intesa. L’intesa della Regione si configura, infatti, come una sorta di compensazione per la “perdita” di competenza dovuta alla decisione dello Stato di attrarre a sé la competenza sulla materia energetica. Con il disegno di legge di revisione costituzionale questa (implicita) garanzia verrà, invece, meno. In questo modo, i progetti energetici potrebbero non richiedere più l’assenso della Regione.
Si pensi alla miriade di progetti petroliferi che il Governo ha in serbo di realizzare in Basilicata, in Abruzzo, in Sicilia, in Puglia o in Campania: in questi e in altri casi lo Stato farà sicuramente da sé.

Lo stesso può dirsi per le materie che residueranno in capo alle Regioni, posto che in ogni tempo lo Stato potrà esercitare la specialissima prerogativa che la riforma gli riserva: quella di privare la Regione della possibilità di legiferare anche nelle materie residuali solo perché così piace allo Stato, e cioè “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale”.

D’altra parte, il duro colpo che alla democrazia regionale e locale verrà inferto non potrà trovare rimedio neppure attraverso la partecipazione delle Regioni e dei Comuni in seno al nuovo Senato. Nonostante, infatti, che il nuovo art. 57 Cost. dichiari che i senatori rappresentano le “istituzioni territoriali”, le modalità di elezione individuate (attraverso i Consigli regionali) e il limitato numero di seggi a disposizione di ciascuna Regione (da attribuire “in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio”) finiranno, nei fatti, per favorire la presenza in seno al Senato dei partiti più grandi e rafforzare finanche l’egemonia degli stessi nella Camera dei Deputati, agevolati, in questo, da una legge elettorale in corso di approvazione profondamente ingiusta e antidemocratica.

In conclusione, la riforma costituzionale del Governo Renzi si pone in palese violazione del principio autonomistico e del principio democratico, qualificati come principi fondamentali della nostra forma di Stato. Per questa ragione ci opponiamo fermamente alla revisione costituzionale in corso e invitiamo i parlamentari tutti a non votare il disegno di legge e i cittadini a sostenere le ragioni del nostro dissenso.

Al momento hanno già aderito:

1) A Sud

2) Alba – Reggio Calabria

3) Associazione Antimafie “Rita Atria”

4) Associazione Ariano in Movimento

5) Associazione Ghea – Attigliano (TR)

6) CAST – Comitato Ambiente Salute Territorio – Abruzzo

7) Circolo “Peppino Impastato” Abruzzo

8) Circolo “Peppino Impastato” Sicilia

9) Circolo Valorizzazione Terre pubbliche attraverso le popolazioni locali – Abruzzo

10) CIUFER

11) Comitati Cittadini per l’Ambiente – Sulmona

12) Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni

13) Comitato civico S. Angelo dei Lombardi

14) Comitato No Megacentrale – Guspini – Sardegna

15) Comitato Viva la Costituzione del Veneto

16) Coordinamento Nazionale No Triv

17) Fabbrikando l’Avvenire

18) Fondazione Capta – Vicenza

19) Forum Ambientale dell’Appennino

20) Forum Siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni

21) L’Albero Vagabondo – Campania

22) Madre Terra di Flumeri

23) Mediterraneo No Triv

24) No Petrolio Vallo di Diano

25) No Petrolio Alta Irpinia

26) No scorie Trisaia – Rotondella

27) No Triv Abruzzo

28) No Triv Basilicata

29) No Triv Calabria

30) No Triv Campania

31) No Triv Rossano

32) No Triv Valle del Belice

33) O.L.A. – Organizzazione Lucana Ambientalista

34) Piccoli Paesi

35) Rete Stop Biocidio – Lazio

36) Salviamo il Paesaggio – Alto Milanese

37) San Vito Bene Comune

38) WWF – Provincia di Crotone

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