Addio Franca

maggio 30, 2013

Al mio funerale ci saranno le donne, tantissime donne, perchè io ho dato loro voce. E mi raccomando: non tristi, ma tutte vestite di rosso che cantano Bella Ciao (Franca Rame a Dario Fo)

Non intendo abbandonare la politica, voglio tornare a farla per dire ciò che penso, senza ingessature e vincoli, senza dovermi preoccupare di maggioranze, governo e alchimie di potere in cui non mi riconosco.
Non ho mai pensato al mio contributo come fondamentale, pure ritengo che stare in Parlamento debba corrispondere non solo a un onore e a un privilegio ma soprattutto a un dovere di servizio, in base al quale ha senso esserci, se si contribuisce davvero a legiferare, a incidere e trasformare in meglio la realtà. Ciò, nel mio caso, non è successo, e non per mia volontà, né credo per mia insufficienza.
E’ stato un grande onore, per il rispetto che porto alle Istituzioni fondanti della nostra Repubblica, l’elezione a Senatrice, fatto per il quale ringrazio prima di tutto le donne e gli uomini che mi hanno votata, ma, proprio per non deludere le loro aspettative e tradire il mandato ricevuto, vorrei tornare a dire ciò che penso, essere irriverente col potere come lo sono sempre stata, senza dovermi mordere in continuazione la lingua, come mi è capitato troppo spesso in Senato.(Franca Rame, lettera di dimissioni dal Senato)

Luglio 2001 al G8 DI GENOVA Don Gallo e Franca Rame passeggiano a braccetto allo STADIO CARLINI lo stadio della DISSOBBEDIENZA CIVILE, dove erano le tute bianche e i centri sociali

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