Dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti: Relazione del Prof. Gian Antonio Danieli

maggio 27, 2013

…Alla fine del mio discorso, come ogni anno, desidero aggiungere qualche considerazione riguardante la cultura, tema cruciale per il nostro Istituto, per Venezia e per il nostro Paese.
Oggi di cultura si parla molto spesso, in particolare del legame tra cultura e progresso economico, sottolineando che il ruolo della cultura sarebbe determinante per uscire dal perdurante periodo di stagnazione.
E’ un fatto innegabile che negli ultimi decenni si sia verificato un significativo impoverimento culturale del nostro Paese, frutto anche di scelte governative disastrose riguardo alla scuola, all’ università, alla ricerca scientifica ed alla gestione dei beni culturali.
Il regresso culturale si è manifestato in tutta la sua negativa potenza nella gestione politica dei gravi problemi del Paese, a tutti i livelli decisionali, con una generalizzata incapacità di adottare soluzioni efficaci, che tenessero presente l’ interesse generale e le prospettive a lungo termine.
Oggi, con un Paese culturalmente disastrato ed economicamente depresso è illusorio pensare che la cultura possa far ripartire rapidamente l’economia; forse chi lo afferma pensa solo ai buoni affari basati sullo sfruttamento intensivo del cosiddetto turismo culturale di massa, senza chiedersi se ciò possa comportare la distruzione del paesaggio e la trasformazione irreversibile delle città d’arte in qualcosa che sta tra Disneyland ed il caravanserraglio; sottolineo che non sto parlando specificamente di Venezia, c’ è anche di peggio.
In realtà, un processo di “arricchimento culturale” potenzialmente in grado di produrre progresso economico ha tempi lunghi e produce risultati significativi attraverso vie tortuose e con modalità complesse.
La maturazione culturale individuale ha sempre bisogno di sollecitazioni numerose ed eterogenee, ed è proprio soltanto dalla molteplicità ed eterogeneità delle esperienze culturali che possono sorgere riflessioni critiche, rielaborazioni innovative e le rare e preziosissime scintille creative che a livello collettivo sono in grado di influire positivamente sul progresso anche economico di un Paese.
E’ per questo che sono necessari investimenti mirati e continuati sulla scuola, sulla ricerca scientifica e sul potenziamento delle strutture di difesa del patrimonio, dal paesaggio agli archivi, ai musei, ai monumenti ed alle altre opere d’arte.
I precedenti governi hanno deliberatamente scelto di ridurre i finanziamenti alla cultura, certi che ciò avrebbe spinto le istituzioni culturali e persino le istituzioni scolastiche, ad autofinanziarsi, enfatizzando oltre misura un presunto ruolo salvifico del mercato. I risultati disastrosi di questa scelta politica sono sotto gli occhi di tutti.
Malauguratamente anche con l’ attuale governo si è dovuto registrare un’ ulteriore e significativa riduzione del finanziamento ministeriale alle istituzioni culturali di interesse nazionale.
Non possiamo e non dobbiamo ulteriormente tacere di fronte a chi da decenni finge di ignorare che l’ articolo 9 della nostra Costituzione recita: “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione”.
Oggi si tagliano ulteriormente i finanziamenti agli enti culturali, preferendo invece di non rinviare l’ investimento nell’ acquisto di costosissimi strumenti di aggressione e di morte, tra l’ altro, in spregio al dettato dell’ art. 11 della stessa Costituzione.
C’è estremo bisogno di cultura in questo Paese. Il fiorire del Rinascimento avvenne grazie a fiumi di danaro speso per abbellire ed impreziosire chiese, conventi, edifici di governo e dimore private, ma prima di ciò la strada era stata indicata dalla rivoluzione culturale dell’Umanesimo.
Per superare la presente, difficilissima crisi che il nostro Paese sta vivendo avremo bisogno insieme di umanesimo e di rinascimento, di far rifiorire le attività culturali nel quadro di riferimento della difesa dei diritti umani e del rispetto e curiosità verso le altre culture.
Il ruolo delle Accademie e quindi anche del nostro Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, è e sarà fondamentale, non solo difendendo l’autonomia della cultura, ma anche dimostrando di voler partecipare alla soluzione dei problemi del Paese con l’ impegno quotidiano, il rigore scientifico e la serietà di sempre.
Con queste parole dichiaro chiuso l’anno accademico 2012-2013 dell’ Istituto di Scienze, Lettere ed Arti.
Gian Antonio Danieli Venezia, 26 maggio 2013 (http://www.istitutoveneto.it)

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