Don Gallo è morto

maggio 22, 2013

Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx.

Coriaceo, di strada, sempre vicino agli ultimi. Don Gallo è morto nel pomeriggio di oggi. Di sé diceva di trovarsi più a suo agio nelle sezioni della Cgil che non in Chiesa, ma era proprio con l’abito da sacerdote e il sostegno della sua Chiesa che riusciva a stare vicino ai più indifesi di questa società, alle ragazze vittime della tratta. Fondatore della comunità di “San Benedetto al Porto”, don Gallo ha sempre predicato un sacerdozio povero, non nei palazzi ma per le strade.

Aggiornamento del 24/5/2013:

E l’ “Avvenire” dedica al Don solo un rimbrotto a pagina 13:
Meritare il Paradiso è ben altra cosa, per fortuna, che guadagnarsi la prima pagina di Avvenire, ma suscita comunque tristezza, tanta tristezza più che rabbia, la decisione del quotidiano dei vescovi italiani di dedicare alla morte di Don Gallo solo un articoletto nel basso di pagina 13, in cui subito dopo la notizia si avverte il lettore che le “prese di posizione” del Don “non di rado erano apparse in aperto contrasto con l’insegnamento della Chiesa”. Il giornale della Chiesa dei Ruini, dei Bertone, dei Bagnasco ha mostrato il suo volto duro e arido persino dinanzi alla “salita in cielo” di uno dei suoi sacerdoti certo più criticati, ma anche più amati, seguiti e conosciuti.
Ieri, quelle cinque striminzite colonnine in fondo alla pagina davano una sensazione netta di condanna, non di pietà. Chissà perché venivano in mente le porte sbarrate della chiesa del quartiere Don Bosco a Roma di fronte alla bara di Piergiorgio Welby. A Don Gallo, Avvenire non fa sconti. Anzi: “Un sacerdote controverso che nel corso degli anni, pur con la lodevole intenzione di avvicinarsi evangelicamente ai poveri, non sempre pare aver tenuto nel debito conto quello che Benedetto XVI avrebbe definito nella sua enciclica il necessario connubio tra verità e carità”. Per il quotidiano della Cei, la conferenza episcopale italiana, Don Gallo è stato un prete “scomodo” fino all’ultimo, un eretico rispetto all’ortodossia e al religiosamente corretto. Ma Don Gallo si consoli: se Avvenire fosse uscito ai tempi di Cristo, avrebbe nascosto a pagina 13 la notizia che la prima persona a vedere Gesù risorto fu un’ex prostituta.(da “Il Fatto” del 24/5/13)

 

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