Fogli della memoria

febbraio 5, 2013

Vi presentiamo il “foglio della memoria” di Damiano Salaroli della classe 3^ A In dell’Istituto Tecnico “P. Levi” di Mirano, che ha vinto il premio ANPI 2013 “Dalla consapevolezza emotiva alla consapevolezza critica”, consegnato allo studente dal Segretario della sezione di Mirano, Bruno Tonolo.

“Dicono che il sole splenda per tutti
Ma nel mondo di alcuni non splende affatto
Dicono che l’amore sia un flusso
Che troverà la sua strada
Alcuni pensano che la vita sia un sogno
Così fanno le cose peggiori.”
(Bob Marley)

Mentre ero nei due Campi, ho riflettuto molto sul presente e sul futuro; mi sono chiesto: cos’ha imparato l’uomo da questo orribile fatto? Mi permetto di dire Niente, niente a confronto di ciò che è successo. La storia ci insegna, o meglio, ci dovrebbe insegnare molte cose ma purtroppo l’essere umano è ottuso, è spento, privo di una propria cultura e tutto ciò mi fa paura. Questa guerra mi ha fatto capire che l’uomo pensa solo a se stesso, che pensa a riempirsi la propria pancia piuttosto che la mente, pensa a riempirsi il proprio portafogli piuttosto che la propria anima. Ricordare serve, ma il ricordo da solo non basta, deve essere accompagnato da ideali nuovi, totalmente contrari a quelli di una volta perché sono convinto che nella parola “dittatura” si sia aggiunto un nuovo significato, ora viviamo in una dittatura intellettuale nascosta, che piano piano si insidia dentro di noi. Le informazioni di parte, molto spesso false, la falsa libertà di stampa, l’ipocrisia di chi ci governa, ma soprattutto ci stanno e ci stiamo togliendo la libertà, quella libertà che è stata conquistata con il sangue dai nostri Partigiani e scritta nella Nostra Costituzione. Stiamo perdendo i veri valori, più le generazioni vanno avanti e più tutto diventa superficiale. E’ facile ricordare che gli ebrei non erano liberi di avere una propria identità, di vivere in una propria casa, di avere un proprio lavoro ma soprattutto non avevano la libertà di dire: “Sì, io ci sono!”. Noi non pensiamo che dobbiamo tenerci strette le nostre libertà, libertà che purtroppo si stanno perdendo. Ci basta chiedere un tetto, avere un bel telefono, guardare la partita di calcio alla domenica e andare due giorni al mare ma il resto ci può essere anche negato. Ognuno di noi dal Genocidio dovrebbe avere un occhio molto più critico, dovrebbe sapere arrabbiarsi e dire: “Sì, io ci sono!” perché la nostra fortuna più grande è questa, è poter pensare con la propria testa ed esprimere la propria opinione.

“Mi fa bene comunque illudermi
che la risposta sia un rifiuto vero
che lo sfogo della tolleranza prenda consistenza
e ridiventi un coro.”
(Giorgio Gaber)

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